di Alice Rivi | Operatrice olistica


Quante volte hai prenotato un massaggio pensando “tanto sono tutti uguali, l’importante è rilassarsi un po’”? È una delle domande che mi sento fare più spesso in studio, quando il corpo inizia a chiedere qualcosa senza che tu sappia bene cosa.
Ti racconto la differenza reale tra un massaggio rilassante (bioenergetico) e uno più decontratturante (classico svedese), non per farla diventare una scelta tecnica, ma per aiutarti a capire cosa il tuo corpo ti sta chiedendo in questo momento.
Due bisogni diversi, spesso confusi tra loro
Molte persone pensano che la differenza tra i vari tipi di massaggio sia solo una questione di intensità: uno più leggero, uno più forte. Ma in realtà la differenza è nell’obiettivo, ed è per questo che vale la pena fermarsi un attimo a capire di cosa hai bisogno prima di scegliere.
Il massaggio rilassante nasce per lavorare sul sistema nervoso, più che sui muscoli in senso stretto. Manovre lente, ampie, ripetitive, pensate per abbassare il livello di attivazione generale del corpo, calmare la mente, favorire un rilassamento profondo. È il tipo di massaggio che serve quando ti senti sopraffatta, quando hai la testa piena di pensieri, quando il problema non è tanto un dolore preciso quanto una tensione generale, diffusa, che senti addosso senza sapere localizzarla bene.
Il massaggio decontratturante, invece, nasce per lavorare su un problema specifico: una contrattura, un punto dolente, una zona bloccata. Le manovre sono più mirate, spesso più profonde, e possono anche risultare leggermente fastidiose nel momento in cui si scioglie una tensione radicata da tempo. Non è pensato per “staccare la spina”, ma per intervenire su un disagio fisico ben localizzato.
Come capire di cosa hai bisogno tu, adesso
Non esiste una risposta valida per tutte, ma ci sono alcune domande che ti puoi fare per orientarti.
Il tuo disagio ha un punto preciso, o è diffuso? Se sai indicare con un dito esattamente dove ti fa male, ad esempio quel punto tra collo e spalla che si irrigidisce ogni volta che passi troppe ore al computer, probabilmente hai bisogno di un lavoro più mirato, classico svedese. Se invece ti senti “tesa ovunque”, senza un punto preciso, il bioenergetico è probabilmente la scelta giusta.
Stai cercando sollievo fisico o mentale? Se il pensiero dominante è “ho bisogno di staccare la testa da tutto”, il massaggio rilassante lavora esattamente su questo. Se invece pensi “ho un dolore specifico che non passa”, stai cercando un intervento più mirato.
Da quanto tempo convivi con quella tensione? Le contratture che si portano avanti da settimane o mesi, magari legate a una postura scorretta o a uno sport, spesso hanno bisogno di più sedute mirate nel tempo, non di un singolo massaggio isolato.
Che periodo stai vivendo? Se sei reduce da un periodo di forte stress, magari mesi di lavoro intenso prima delle ferie, probabilmente il tuo corpo ha bisogno prima di tutto di rallentare, e il rilassante è il punto di partenza giusto, anche se poi si può integrare con un lavoro più mirato in un secondo momento.

Perché non serve scegliere “alla cieca”
Dico sempre alle persone che vengono in studio che il massaggio giusto non è quello più di moda o quello che ha prenotato l’amica, ma quello che risponde davvero a ciò che stai vivendo in quel momento. Un massaggio rilassante fatto quando in realtà avresti bisogno di un lavoro mirato su una contrattura rischia di darti solo un sollievo superficiale e temporaneo. Al contrario, un massaggio decontratturante fatto quando il tuo corpo avrebbe solo bisogno di rallentare può risultare troppo intenso, quasi controproducente.
Per questo, quando una persona arriva in studio senza sapere bene cosa scegliere, le prime domande che le faccio sono proprio queste: dove senti la tensione, da quanto tempo, e cosa stai vivendo in questo periodo. Non è un dettaglio tecnico, è il punto di partenza per capire davvero di cosa ha bisogno.
E se non riesci proprio a scegliere?
Capita spesso, soprattutto a chi non è abituata a fare massaggi con regolarità, di non saper distinguere bene le due sensazioni. In quel caso, il consiglio che do sempre è semplice: non è necessario deciderlo da sole. Parlarne insieme prima di iniziare il trattamento, raccontando anche solo a parole come ti senti in questo periodo, permette di adattare le manovre durante la seduta stessa, mescolando dove serve un lavoro più profondo e dove invece serve solo lasciar andare.
Un momento che è già cura, prima ancora del massaggio
Che tu scelga un massaggio bioenergetico o classico svedese, il vero valore di quel momento non sta solo nelle manovre, ma nel permetterti di fermarti, di dare al tuo corpo lo spazio per essere ascoltato. Che tu stia vivendo un periodo di fatica fisica o di stanchezza mentale, quel momento sul lettino è comunque un modo per dirti “adesso mi fermo, adesso mi ascolto”.
E se ancora non sei sicura di cosa scegliere, va benissimo così: è normale non saperlo sempre, ed è anche per questo che ci sono io, per aiutarti a capirlo insieme.
A presto,
Alice.

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